martedì 11 ottobre 2016

Mobbing a Padova: Vittima del preside, quel porco di un preside di sinistra, ex sindacalista mi ha rovinato la vita! E' un assasino ed è rimasto impunito! Aiutatemi devo vivere con 289,80 euro al mese fino a 67 anni, datemi un lavoro!

Mobbing: costretto a lasciare la scuola

12/09/2018 Padova - Italia  Ho trovato un assassino e mi ha rovinato la vita! Sono un sessantenne italiano disoccupato, nulla tenente, mi chiamo Jhonatan Carteland, (nome di fantasia per la mia storia). Voglio denunciare un male della nostra società odierna che, rimane a tutti gli effetti fino ai nostri giorni, nonostante ci sia una legge da molti anni che dorme nel cassetto del parlamento, Parlo del mobbing e della violenza psicologica verso i più deboli, dell'intolleranza, della vigliaccheria di autoritarismo vigliacco e subbolo (comportamento forte solo con i più deboli, determinato da  un super io, debole e frustrato nel prendersela con i più deboli). Vi parlo della mia storia e del mobbing che mi ha rovinato la mia vita. Il mobbing che ho subito l'ho subito nella scuola (due scuole, istituti superiori di Padova) da parte di due presidi (uno dei due era pure un politico ex sindacalista) cinici e prepotenti, assetati di gloria e di potere, che mi odiavano fin dal primo giorno di lavoro senza aver fatto nulla e, sono stato licenziato 19 anni fa. Verrò licenziato il 15 marzo del 1999 per assenza ingiustificata (avevo lasciato la scuola) durante un governo di sinistra. Da giovane, prima della scuola ho fatto il disegnatore tecnico e con un concorso nel 1994 avevo vinto un posto nella scuola dove verrò assunto. Ma le cose non andranno bene: nella prima scuola subirò un vero e proprio demansionamento e discriminazione sul piano lavorativo da parte del preside dittatore, ero l'unico a svolgere lavori dequalificanti (la mia professione non lo richiedeva, ero un assistente tecnico di laboratorio di fisica e chimica del personale ATA amministrativo e il preside non voleva far funzionare i laboratori), ed ero l'unico tra tutti i dipendenti a non prendere il premio incentivante, da contratto, di fine anno, vera discriminazione; subendo un vero processo in presidenza (preside politico della prima scuola, 26 maggio del 1997) fatto di calunnie e menzogne dove si metteva in discussione la mia attività lavorativa (lascerò la presidenza sconvolto e farò ritorno a casa, mettendomi in malattia per depressione). Il preside era diventato furioso come una belva e intollerante con me. Con una lettera metterò al corrente il Provveditore del mio allontanamento dalla scuola, del mio demansionamento, della cattiveria del preside e della sua intolleranza, chiedendo aiuto, e per poter essere trasferito in un'altra scuola, ma non riceverò risposta.

La solitudine nel mare di omertà

Il preside, sempre di più, mi aveva preso di mira e c'è l'aveva su, solo, con me, nonostante dimostrassi buona volontà nel lavoro (accettavo i lavori dequalificanti e le fotocopie), e nonostante ci fosse un altro assistente! Dovevo fare ciò che mi aveva comandato, e cioè svolgere lavori dequalificanti (diceva che la scuola era sua, e lui faceva quello che voleva nella sua scuola, quindi voleva che mi occupassi di manutenzione della scuola e mi occupassi di fotocopie, e di altro ancora, tralasciando i laboratori)! In un colloquio in presidenza mi minaccerà di persecuzione (io la perseguiterò mi disse se non farà come dico io!) se non mi attenevo ai suoi ordini. Dovevo fare il bidello (fotocopie e altro che neppure i bidelli volevano fare). Il preside aveva messo il servizio fotocopie nel gabinetto del laboratorio di fisica per coinvolgermi nel fare le fotocopie. Io le fotocopie non le volevo fare, perché volevo fare l'assistente tecnico. Il preside era diventato furioso. Voleva che i laboratori non funzionassero, specialmente quello di chimica. Chiederò aiuto al sindacato al quale ero iscritto, ma questi non riterrà aiutarmi, appunto, perché credo e penso che il preside fosse molto importante e amico del sindacato essendo ex sindacalista (il sindacato non si sentiva di andare contro un preside?, ma allora mi domando che sindacato era?). Farò richiesta per essere trasferito in un'altra scuola (non volevo più lavorare in quella scuola) e mi metterò in malattia  per depressione allontanandomi dal male. Dopo mesi  di malattia in cui chiedevo un trasferimento urgente in un'altra scuola e aspettando il da farsi, si attiverà la visita medico collegiale da parte del medico fiscale e voluta dalla scuola. Andrò alla visita collegiale e come documento di riconoscimento darò la patente al posto della carta di identità, il collegio medico invece di sentirmi per il motivo perché ero rimasto a casa, e cioè la depressione causata dalla  incompatibilità col il preside, attiverà la revisione della patente di guida dicendo che sarò chiamato per un'altra visita. I medici sostennero che non potevo guidare con la depressione che avevo. Mi appellerò al TAR per la revisione della patente con un avvocato, spendendo parecchi soldi. Nel settembre del 1998 inizierò nella nuova scuola istituto tecnico, ma  purtroppo pure qui troverò un' altro preside cinico, che porterà avanti la cattiveria del primo preside (verrò a conoscenza che il nuovo preside verrà informato tramite lettera dal primo preside sindacalista con diffamazioni sulla mia persona, che non ero in grado di svolgere il mio lavoro). Il nuovo  preside non mi riceverà il primo giorno di scuola, ne nei giorni successivi. Ripartirà di nuovo l'iter della visita medico collegiale (visita medico collegiale iniziata nella prima scuola -attivata - per malattia e, alla quale dovevo sottomettermi pure nella nuova scuola). Giurerò a me stesso di non andare più a tale visita dove mi avevano attivato la revisione della patente (l'iter delle visite collegiali continuavano nella seconda scuola); alla visita collegiale si sarebbe messo in discussione la mia professionalità che non ero in grado di sostenere. Mi iscriverò ad un nuovo sindacato, mettendolo al corrente della visita, ma pure questi  non mi aiuterà.

Lo stato (i presidi, la scuola) mi ha rovinato la vita!

Quel porco di un preside di sinistra, ex sindacalista mi ha rovinato la vita! Nel periodo in cui ho lavorato dal 1994 al 1999 c'era un governo di sinistra. Lui rappresenta lo stato e lo stato italiano mi rovinerà la vita. Il mobbing nella nuova scuola era oppressivo, mi  si chiedeva continuamente, tramite lettere della scuola comunicate al sottoscritto (vera e propria persecuzione vessazione burocratica, ero un uomo preso di mira, avevo tutti contro pure gli insegnanti), di sottomettermi alla visita medico collegiale; non troverò nessuna solidarietà da parte dei colleghi assistenti, rimarrò solo, trovando solo indifferenza (indifferenza sinonimo di complicità)! Il nuovo preside mi era decisamente contro, pure lui. Mi verrà inoltrato pure delle sanzioni disciplinari alle quali dovevo attenermi. Mi ero ammalato ancor di più, andavo mal volentieri a scuola, avevo tutti contro, ero pieno di ansia e angoscia e avevo paura, non dormivo più la notte, in famiglia non facevo altro che parlare della mia situazione lavorativa, la mia famiglia era con me, ma ne risentiva. Nella prima scuola ero stato dequalificato e nella seconda scuola  verrò dichiarato impreparato a sostenere il mio lavoro, quello di assistente tecnico di laboratorio. Il responsabile di laboratorio mi sarà contro, senza prendere nessuna difesa (ci sarà una sua lettera indirizzata al preside in cui fa fede la mia "impreparazione", subdola, dico io e marginale a rigore di logica, dato che la mia professione era esclusivamente di supporto al docente nelle preparazioni delle esperienze didattiche, e quindi dirà nella lettera di non avere bisogno di me come assistente; sarò dichiarato "impreparato" a svolgere il mio lavoro e perciò di astenermi dal lavorare). Scosso da tanto cinismo e visto il perdurare di tanta cattiveria nei miei confronti, mi assenterò dalla scuola il 19 gennaio del 1999, prendendo delle ferie e farò partire, pure, una aspettativa non retribuita (lettera alla scuola), per rimanere a casa senza stipendio e garantirmi così il posto di lavoro e, nel frattempo cambiare ancora scuola. Ma il preside, non mi concederà nè le ferie, nè l'aspettativa e mi esorterà di rientrare immediatamente a scuola. Non me la sentivo di rientrare a scuola con quel clima. Pieno di ansia e angoscia rimarrò a casa. Stavo male, mi sentivo oppresso, solo,  il clima era insostenibile, mi sentivo preso di mira (il nuovo sindacato mi disse di mettermi di nuovo in malattia, ma io non volevo dati i presupposti a mio sfavore della visita collegiale): quindi volevo vedere se avevano il coraggio di licenziarmi, dopo tutto il male arrecatomi, ma, senza indugiare, mi licenzieranno, nonostante stessi male e avessi famiglia. Verrò informato, tramite lettera, per essere ascoltato in mia difesa presso il provveditorato di Padova. Presumendo ad un' altro "processo" fatto di accuse e di calunnie, scosso, intimorito, solo, senza sindacato (il sindacato non volle partecipare) non ci andrò, così chè, mi licenzieranno, con lettera inviatomi, per "assenza ingiustificata" il 15 marzo 1999, dopo solo due mesi dal mio allontanamento. Mi crollerà il mondo adosso, nessuno mi aiuterà! Dovrò restituire i soldi dei giorni che mi avevano elargito dal 19 gennaio al 15 marzo 1999. Da subito, con un avvocato che volle difendermi mi appellerò al giudice del lavoro per essere riammesso al lavoro per un vizio di forma (presumevo che il licenziamento non fosse regolare), ma nel novembre del 1999, dopo varie udienze che mi vedevano favorito il giudice del lavoro di Padova mi darà torto e la causa andrà persa.  Denuncerò il mobbing con un esposto in procura, ma verrà archiviato. Il magistrato riterrà opportuno non procedere. (questo magistrato, oggi ha fatto carriera ed è diventato capo procuratore di una città del Veneto). Mi opporrò, ma verrà definitivamente archiviato dal gip. Allora denuncerò i presidi: la denuncia  del principale fautore del mobbing (primo preside politico, arrogante dittatore, prepotente ed intollerante) verrà archiviata (il vero responsabile del mobbing verrà dichiarato innocente dall'accusa di mobbing, diffamazione, offesa). La denuncia sul secondo preside continuerà. Uscirò nel giornale con tanto di nome e cognome e verrò accusato di aver "denunciato tutti" col titolo "Si sente perseguitato e denuncia tutti". Avevo tutto l'obbligo di controbattere era un mio diritto, ma "il mattino di Padova" non mi permise di controbattere. Mentre la seconda denuncia (secondo preside dell'ultima scuola) proseguirà l'iter (non verrà archiviata), condizionandomi nel trovarmi un avvocato; ma per problemi economici lascerò che la denuncia faccia il suo corso verso l'archiviazione (non me la sentivo di sostenere economicamente e da solo un processo nel quale il preside della seconda scuola avrebbe vinto difeso dalla sua scuola, avrebbe avuto i migliori avvocati e la scuola da parte sua, provveditore compreso). Quindi mi ritirerò dall' azione legale, restando solo, senza lavoro e senza nessun aiuto! Il vero responsabile del mobbing, il preside politico della prima scuola era decisamente un  porco e rappresentava lo stato ed è stato scagionato dalla giustizia. I due presidi bene o male rappresentano lo stato, erano decisamente dei dittatori, con voglia di protagonismo e gloria, non gliele interessava nulla dei loro dipendenti; ora godono di una ottima pensione (pensioni d'oro) pagata dallo stato e non sanno di aver rovinato la mia vita. Nessun sindacato mi aiuterà! Il licenziamento pregiudizievole nella scuola mi castigherà nel futuro, nel trovare una nuova occupazione fino ai giorni nostri. Nel 2002 il Tar di Venezia mi darà ragione sulla revisione della patente rilevando un eccesso di potere  e costringendo la motorizzazione a risarcirmi con 2.000 euro.

17 anni di disoccupazione nel "ricco" nord-est: 20 anni di crisi!

20 anni di crisi, di mancata produzione, di vari governi, tecnici, di Cav (Berluska), di dem, di radical schic, 20 anni, 20 anni di immigrazione che ha tolto lavoro il più umile, dei servizi (immigrazione in continua crescita dal 1994); di Zanonato sindaco di Padova, di austerity (manovre impopolari, inflazione, aumento dell' iva (inflazione, la spesa costa di più) e della spesa alimentare) dettata dalla burocrazia europea per colpa del deficit, (2.200 miliardi, deficit causato per le pensioni d'oro, vitalizi; deficit cronico, stipendi dei politici, di manager, presidenti vari, vice presidenti, segretari sotto segretari con stipendi d'oro), di finanziamento e salvataggio banche in crisi, di finanziamento nell' accoglienza di rifugiati politici (alcuni miliardi e 35 euro a persona, il costo procapite annuo è di 12.000 euro a rifugiato, mentre per me il costo è di 3.600 euro all'anno di pensione); di immigrazione selvaggia che ha tolto risorse (risorse da destinarsi alle pensioni minime, di invalidità -faccio un esempio -); deficit di lavoro, (quello, più umile, lasciando gli italiani senza lavoro): da allora, 1999, dalla scuola, fino ad oggi, mentre stò scrivendo (04/08/2018) non ho trovato più nessun lavoro serio e umile a Padova nella "ricca" Padova, nonostante fossi un grafico e un disegnatore cad (dopo la scuola mi riqualificherò per cercare occupazione, ma non sarà facile trovare lavoro, si richiederà esperienza, essere giovani, sapere l'inglese esperienza di CAD2 e 3D, essere periti industriali, io sono un semplice disegnatore, quindi non la mia figura professionale); troverò solo qualche lavoro umile a tempo determinato trovatemelo da solo, e subirò altri licenziamenti (ho lavorato in una fabbrica del pane e mi hanno licenziato, poi ho lavorato come addetto alle pulizie in una ditta di Roma e mi hanno licenziato); ed infine tre mesi al catasto di Padova nel 2007. E' dal 2007 che non lavoro, sono quindi dieci anni che non trovo una occupazione.  Il Centro per l'impiego di Padova non mi troverà nessun lavoro. Mi sarei accontentato di un qualsiasi lavoro pur di lavorare allora, e - mentre stò scrivendo, oggi 4 agosto 2018 - vorrei trovare un lavoro come grafico o disegnatore, mi accontenterei pure ora di trovare un qualsiasi lavoro umile, sono giovane ho 60 anni, ma, purtroppo non c'è nessun lavoro per un sessantenne grafico e disegnatore! Il 70% del lavoro nei servizi è in mano agli stranieri e mi accontenterei di un lavoro in una impresa di pulizie, ma non c'è per un italiano. Mi sono pure riqualificato nel 2000 e 2005, nel disegno cad e grafico, frequentando delle scuole coi fondi europei, ma non mi hanno dato lavoro.  Neppure l'ufficio di collocamento che avevo portato i diplomi mi ha aiutato nel trovarmi un lavoro. A quel tempo avevo 42 anni e adesso ne ho 62, classe '56. A 42 anni, allora, si era già vecchi per il mercato del lavoro - come ora - e poi la crisi, che quella c'è sempre stata nel nostro paese - da vent' anni a questa parte -, non mi ha favorito nella ricerca di un lavoro. Non sto parlando di un paese da terzo mondo, ma parlo del "ricco" nord-est e dell' Italia, "quarta" potenza europea. In questi anni da solo, senza l'aiuto di nessuno, mi sono trovato dei lavori a tempo determinato. Ho chiesto aiuto a dirigenti, a persone influenti ed importanti dell'ufficio di collocamento di Padova, mi avevano lusingato con la promessa di un posto di lavoro, nel 2005, ma non me lo hanno dato, nessuno mi ha aiutato, sebbene avessi famiglia. Con la riforma del lavoro degli anni 2000 l'ufficio di collocamento non esiste più, devi arrangiarti da solo a trovarti un lavoro, così mi hanno detto! Ero sposato, avevo famiglia, mia moglie lavorava, e con i risparmi che avevo mi ha permesso di vivere. Per fortuna che avevo famiglia, che mi tranquillizzava, se fossi stato solo mi sarei ucciso. Ma ora sono solo, mia moglie mi ha lasciato (perché sono senza lavoro) e per il mio comportamento anormale (non le ho usato violenza), sei anni fa, pure le mie figlie. Ho subito violenza domestica da parte di mia moglie che mi ha minacciato col coltello; col manico del coltello mi dava dei colpi sul petto facendomi delle echimosi. Potevo denunciarla, ma per amore non l'ho fatto! Ho rischiato pure qui il suicidio trovandomi solo senza lavoro! Mia moglie nella causa di separazione ha preteso da me 30.000,00 euro di risarcimento danni perché ha dovuto andare via e ha dovuto pagare un affitto. Alla fine dopo lunghe trattative col giudice si è accontentata di 10.000,00 euro. Comunque ho sempre pagato, dopo l'abbandono ho dovuto pure pagare. Ho pagato perché avevo i soldi della casa, se non li avessi avuti non avrei pagato. Questa società è femminista e gli uomini sono vittime!

Pensionato con 289,80 euro al mese: morire di invalidità civile!

Da disoccupato che sono vorrei andare in pensione, per avere reddito, ma non ho i 40 anni di lavoro e di contribuzione necessari per andare in pensione, ne ho di meno, 18 anni, di contributi, mi ci vorrebbero 20 anni di contribuzione per avere diritto alla pensione a 67 anni, così mi hanno detto. Dovrei versarne due anni di volontari, oppure lavorare adesso per coprire i due anni. Comunque dolente o non dolente andrò in pensione a 67 anni, come la legge Fornero richiede per la pensione di vecchiaia e forse a 71 anni. Mi hanno detto che se voglio lavorare devo avere delle conoscenze. Attualmente ho una misera pensione di 289,80 euro al mese perchè sono invalido civile e questi sono i soldi che mi servono per vivere. Quando avrò finito i risparmi (4.000 euro) che mi permettono di vivere un pò più dignitosamente, dovrò affidarmi di questi 289,80 euro al mese fino al compimento dei 67 anni, allorchè si trasformeranno in assegno sociale di 450 euro al mese (così dicono). Se avessi trovato un lavoro in questi diciasette anni, o lo trovassi ora, oggi 1 agosto 2018; se avessi continuato a lavorare nella scuola e non avessi trovato dei presidi cinici, assetati di gloria e di potere, sarei andato in pensione oggi stesso  con 35 anni di contribuzione, o avrei continuato - oggi- a lavorare come fanno tutti. La disoccupazione ha distrutto la mia vita e la famiglia.

Come faccio a vivere con 289,80 euro al mese?

Come faccio a vivere con 289,80 euro al mese fino a 67 anni? Vorrei domandarlo a qualche persona importante a qualche pensionato, politico che vive di vitalizi milionari. Perchè un lavoratore che ha subito mobbing nella vita ci deve rimettere pure quando andrà in pensione? Che colpa avevo io che non si trovava nessun lavoro? Che colpa ho se ho subito mobbing? Che colpa ho io se c'è sempre crisi? Se uno è disoccupato a 60 anni, come fa a vivere fino a 67 anni? Sono domande che rivolgo a chi è competente. I miei genitori negli anni 80 sono andati in pensione presto: a 60 anni mio padre e a 55 anni mia madre (le pensioni funzionavano così  a quel tempo: 60 anni per gli uomini 55 anni per le donne) e io adesso, che ho 60, disoccupato  - se fossi negli anni 80 sarei prossimo alla pensione - dovrò invece aspettare i 67 anni per aver diritto ad una pensione da povero, come la legge Fornero dice. Come vivrò nel frattempo con questa misera di pensione?

Sopravvivere: sono povero, italiano, per lo stato non esisto!

Faccio la spesa due volte alla settimana e spendo 25/28 euro a spesa (50/60 euro a settimana), 240 euro al mese. Per vivere e spendere poco mangio le solite cose e un secondo solo a mezzogiorno: mozzarella col pomodoro, stracchino col pomodoro, fiocchi di latte col pomodoro, una carne simenthal col pomodoro, una cotoletta col pomodoro, un tonno (scatoletta) col pomodoro; alla mattina caffe latte con i korne flack e alla sera due tramezzini e una mela. Non conosco primo e secondo, non conosco un piatto di minestra. Il mio corpo è fatto di mozzarella e pomodoro. Sono fuori dal mondo, non ho la televisione e ne la radio, non fumo, non mi drogo, non vado a donne, nè computer nè telefonino ultima generazione. No vacanza. Vivo in castità. Mi vesto con solite cose e vado avanti una settimana. Mi lavo una volta alla settimana. Vado via in bici. Ho un'auto vecchia e spendo 100 euro per la benzina al mese. Sono cinque anni che non vado in ferie, per lo stato non esisto.

La legge Fornero: mi aspetta una vecchiaia da clochard!

La legge Fornero è stata fatta per salvare l' Italia dal debito pubblico e dagli sprechi ed stata acconsentita pure dall'Europa con la sua politica di austerity. Si è voluto portare l'età pensionabile a 67 anni e sette mesi. Allora mi domando? Che colpa ho io se l'Italia va male? Perchè a pagare devono e solo essere sempre le solite persone, le più indifese, quelle che per colpa di una crisi cronica non hanno mai trovato lavoro? Quelle che hanno subito mobbing! Quelle che sono state lasciate sole! Come fa un sessantenne vivere se non ha lavoro tutt'oggi fino a 67 anni? Come faccio a vivere con 289,80 euro al mese? Vorrei che qualcuno mi rispondesse...! Diamo ai clochard una esistenza civile e umana. Diamo loro assistenza e un posto dove vivere degnamente. Facciamo come con i richiedenti asilo che vengono mandati in posti dove possono vivere, per esempio alberghi con operatori disposti al loro mantenimento. Diamo pure ai clochard una esistenza umana, diamo a loro la possibilità di reintegrarsi nella società dando a loro un vitto, alloggio e un lavoro.



Violenza psicologica: quella che appare poco ma lascia il segno

E' quella forma di violenza che non lascia ferite e lividi esterni, ma provoca cicatrici interne profonde che possono avere conseguenze patologiche molto serie. Quella in cui si umilia una persona, la si denigra, svilisce, deride, insulta schernisce: si esercita su di lei un potere e un controllo distruttivo, le si manca di rispetto, si lacera la sua identità. E' la violenza psicologica: un fenomeno di proporzioni enormi, che conta milioni di vittime in Italia. Basta pensare ai tanti casi di bullismo a scuola o di mobbing sul lavoro. La vittima avverte un malessere che non riesce ad identificare, ma lo stress è così forte che a volte abbassa il sistema immunitario, provoca depressione e psicosi latente. In Italia di questa violenza si parla poco, perchè l'abuso è perverso e subdolo e chi lo vive ha difficoltà a far si che lo si riconosca e, nella maggior dei casi non lo si denuncia: chi denuncia, spesso non viene creduto e il carnefice (a capo di una gerarchia) è un abile manipolatore, apparentemente insospettabile che viene difeso ad oltranza se è una persona importante, come nel mio caso con i presidi.

Scrivetemi e aiutatemi, voglio i vostri pareri. Diamo voce al silenzio, passate la voce ad amici e conoscenti. E-mail: jhonatancarteland@gmail.com

Aumentiamo le pensioni di invalidità (298) e portiamole a 500 euro al mese come la pensione minima, il minimo, garantito per poter vivere dignitosamente. A Bolzano la pensione di invalidità è di 400 euro al mese.

Oggi rimanere senza lavoro, a 40, 50, 60 anni, equivale, a diventare disoccupati cronici per il resto dei propri giorni; a meno che tu abbia fortuna - o più semplicemente - tu abbia un angelo custode che ti aiuti a trovare lavoro, allora sarai salvo, perchè in questo bel Paese, per il mondo del lavoro a 40, 50 e 60 si è già vecchi e troppo giovani per la pensione. Per cronicità parlo di quei disoccupati che cercano lavoro da molti anni e non lo trovano in base alla loro qualifica e sono sfiduciati e quindi rinunciano a cercarlo. Le varie riforme degli anni '90 e la legge Biagi del 2003 e per finire il job Acts non hanno portato segnali positivi come si prevedeva. La disoccupazione è al'11, 2% e l'ordinamento dell'ufficio di collocamento è rimasto tale com'è con le riforme degli anni 90 e della legge Biagi. Prima di questa legge negli anni '80 trovare lavoro era più facile, ti iscrivevi e l'ufficio di collocamento ti dava l'opportunità di un lavoro in base alla tua esperienza. Ora non è più così, da come risulta ti devi occupare da solo a cercare lavoro. Gli annunci sono modesti, presentano qualifiche speciali e nella maggior parte dei casi cerano persone in loco giovani e con esperienza. Gli indicatori di mercato dicono che la disoccupazione è traversale e interessa tutte le età, solo i più giovani riescono a trovare un lavoro e se lo trovano sono mal pagati e preferiscono espatriare, mentre per 40 enni 50 enni  e 60 enni è un impresa ardua. Ma se per i 40 enni e i 50 enni esiste la possibilità minima di un impiego, per i 60 le possibilità sono ridotte a zero e nulla vale l'interessamento dell' ufficio del lavoro, perché proprio nell'ufficio del lavoro le possibilità sono scarse. Oggi il centro per l'impiego, ex ufficio di collocamento da poche speranze di lavoro. Mi domando allora cosa servono gli uffici di collocamento se alla fine ti devi arrangiare. E' attuale che il Centro per l'impiego da provinciale passerà alla regione, forse per dare più speranza ai disoccupati, il che vuol dire che non verranno lasciati soli e nessun disoccupato sarà abbandonato, si spera sia così. Per smuovere la trappola della povertà che deriva dalla disoccupazione i veri leader, dal movimento 5 stelle e dal presidente del consiglio avrebbero pensato di introdurre un reddito che va dal reddito di cittadinanza dei cinque stelle  al reddito di inclusione del presidente del consiglio: siamo lontani, io vedrei invece come ausilio un reddito garantito per tutti i disoccupati con progetti di reinserimento e accompagnamento nel mondo del lavoro eliminando così la disoccupazione e favorendo i disoccupati che non riescono a trovare la voro, vuoi per la qualifica, l'esperienza, vuoi per l'età. La disoccupazione cronica è il male di questa società e ne vediamo tutti gli effetti: molti disoccupati delinquono, molte famiglie per mancanza di lavoro da parte dell'uomo si sgretolano. Molti perdono casa e finiscono in una strada. Quindi vedrei come soluzione un ritorno al vecchio Ufficio di collocamento, dove ti iscrivevi e in base alla qualifica e all'anzianità di davono una speranza di un lavoro. Ora come ora queste speranze non ci sono.







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